La storia di Maria Teresa.

Maria Teresa Spina è una cantante straordinaria. La sua è una musica che va ben oltre il semplice intrattenimento. Maria Teresa ha scoperto solo di recente la sua bellissima voce, attraverso la quale riesce a donare profonde emozioni a chi la ascolta.

Non sapevo che cantassi così” un giorno le ha detto un’amica

Nemmeno io!” replica.

Ora lo sa: nel suo talento ha scoperto un’energia prorompente, la voglia di scoprirsi e mettersi alla prova. Serata dopo serata attraversa i cuori e le menti di chi ascolta la sua voce.

La storia di Maria Teresa ci insegna che chiunque di noi può trovare in sé quell’energia prorompente che rende la vita degna di essere vissuta.

E oggi Maria Teresa si racconta. Ci rivela la sua esperienza con la speranza di far nascere anche in te, che stai leggendo, la voglia di coltivare le tue passioni.

Possiamo ritrovare quella spinta che ci rende consapevoli, che ci fa toccare con mano le emozioni e che ci fa dire: cosa stavo aspettando?

Raccontami di te, della tua vita, il tuo percorso, le novità degli ultimi anni.

Mi chiamo Maria Teresa, abito a Vicenza, di professione faccio l’insegnante di inglese. Sono sposata con mio marito Andrea, ho una figlia: Giulia.

Per quanto riguarda il mio percorso la mia vita scorreva tranquilla, tra lavoro, casa, famiglia e amicizie. Non posso segnalare grandi novità nella mia vita, se non che ho cambiato casa e allargato il mio giro di amicizie.

C’è stata un’unica grande sorpresa, del tutto inaspettata per me e per le persone che mi sono intorno.

Un giorno, mentre ero a scuola, una mia collega che si occupa di musica e canto, avendo notato in noi insegnanti una certa difficoltà nell’uso corretto della voce, ci ha proposto un piccolo corso per mostrarci le giuste tecniche di esposizione della propria voce.

In questo modo avremmo potuto arginare molte problematiche che affliggono gli insegnati. Sono stata coinvolta in questo corso, che dapprima a dir la verità mi è costato un po’ di fatica, a causa dei miei numerosi impegni: andavo a scuola, tornavo per il pranzo e rientravo dopo.

Tuttavia ho imparato tantissime tecniche nuove, da utilizzare nella professione e nella vita di tutti i giorni. Alla fine del corso abbiamo cantato, così dopo questa piccolissima esibizione l’insegnante, che si chiama Anna, mi ha preso da parte dicendomi “ascolta, ma tu non hai mai provato a coltivare questo tuo talento? Sfruttarlo, rendere partecipi anche gli altri di questo tuo dono?”

Con un certo entusiasmo ho accettato e da lì è partito tutto: ho iniziato così presso di lei, per poi frequentare un’altra scuola di canto molto vicino alla mia abitazione. Lì ho trovato una fantastica insegnate, una giovane ragazza che mi motiva e mi stimola.

Così ho cercato di ritagliare nella mia vita, già piuttosto movimentata, questa mezz’ora settimanale per me. Per coltivare quello che ho scoperto essere un mio talento.

Cosa ti ha spinta ad esplorare e coltivare i tuoi talenti?

La curiosità e l’amore per la musica. Poi il progetto sulla vocalità mi ha portato dei cambiamenti nella mia personalità, come una “terapia naturale” mi ha aiutata a levigare alcune cose che mi bloccavano: la timidezza, la riservatezza.

Allo stesso tempo ho assistito ad un accrescimento della mia autostima. Con la mia musica si dona gioia ad altri, che come un boomerang positivo si riflette sulla propria personalità. È una cosa che sottovalutiamo spesso, dimenticando che ci può essere d’aiuto per superare momenti duri.

Non avrei mai pensato di potermi esibire in pubblico, pur avendo a avuto esperienza con l’insegnamento. Il canto è una cosa completamente diversa: ti prende, ti travolge, porta emozioni e posizioni diverse.

Ma oltre alla mia insegnante di canto, c’è stata un’altra persona che mi ha accompagnato in questo percorso: mio marito, che da sempre è un musicista. Ho avuto la fortuna di avere sotto la mia stessa casa il motore pulsante per far crescere questa mia passione.

Man mano che la cosa è andata avanti mi sono accorta che mi stavo arricchendo, ogni giorno sempre di più.

Che genere di musica canti? Cos’è diventato per te il canto?

Ho iniziato con brani classici, tanto che la mia insegnante voleva instradarmi verso la musica “sacra”, un percorso complesso. In questo momento della mia vita ho preferito prendere un’altra strada, ho dirottato verso altro: dal pop alla musica irlandese, al rock. Cerco di spaziare molto per accontentare diversi gusti musicali.

Dall’altra parte bisogna che dire che è un lavoro, e come ogni lavoro costa sacrificio e esercizio. Non è una cosa che nasce spontanea, come si tende erroneamente a pensare, esibirsi non è mai una passeggiata. Nonostante lo ami, mi scontro ancora con la paura di “essere sotto i riflettori”.

Ma è uno scontro che vale la pena affrontare, perché mi permette di lavorare su me stessa, di affrontare le mie paure e, un passo per volta, iniziare ad eliminarle.

È il coraggio di “uscire fuori dal proprio guscio”. È chiaro che si sta bene nella propria comfort zone, io stavo bene anche prima di iniziare a scoprirmi. Tutto sta nel mettersi faccia a faccia con questi “piccoli shock” e trasformarli in aspetti positivi sulla personalità e sul proprio modo di vivere.

L’ansia da palcoscenico non passa mai, all’inizio è solo paura, che pian piano cresce e si trasforma in adrenalina.

Cos’è cambiato nella tua vita?

Sicuramente una maggiore consapevolezza di ciò che sono, delle mie potenzialità.

All’affermazione di una mia amica alla fine di un’esibizione: “non sapevo che cantassi”, la mia risposta è stata “già, nemmeno io”.

Quando hai scoperto il talento del canto, sapevi di cosa eri alla ricerca? Uno stimolo per metterti in gioco?

Sinceramente? No.

Non ero alla ricerca di nulla, è stato il caso a decidere per me.

Il messaggio che lascio a te, che stai leggendo queste mie parole, è: “lasciati andare, esplorati, non trascurare le tue passioni. Anche se ti sembra una piccola luce nel buio, ogni tua singola passione è preziosa, dedicale il tempo che si merita, che tu ti meriti”.

Tendiamo a mettere in secondo piano molte cose, ma prima di tutto ci siamo noi. Ogni singola esperienza può diventare un’opportunità di crescita, arricchendo la nostra personalità.

Hai un progetto? C’è qualcosa che vuoi realizzare?

Il mio sogno lo sto già realizzando: esibirmi nei locali, far scoprire nuove emozioni alle persone attraverso la musica, condividere tutto questo con le persone alle quali voglio bene.

Poi voglio imparare a vincere le mie paure e vivere a pieno la vita.

Cosa diresti a chi è alla ricerca della propria strada?

Fai attenzione ai segnali che ti manda la mente, agli interessi, alle passioni, al piacere. Dai seguito a questi piccoli segnali che troppo spesso trascuriamo, accoglili e non metterti mai da parte.

Complimenti a voi de “La Voce delle Donne dalla Terra al Cielo” che amate prendervi cura delle persone, rendendo prezioso e speciale il percorso delle persone che si interfacciano con voi.

Ho percepito in ogni persona che ho incontrato su questo cammino una grande energia e voglia di mettersi in gioco.

Grazie per coltivate questo spirito, in particolar modo la sorellanza: una virtù di cui c’è sempre più bisogno, ma che non si coltiva mai abbastanza.

E proprio a questo proposito voglio dedicare una canzone, “Don’t Know Why” di Norah Jones.

Alle persone straordinarie che si mettono in gioco, a chi sta ancora cercando la propria strada, a chi cerca alleanze concrete, a chi è alla ricerca di sé, dei propri strumenti di vita. Ascoltate quella voce che arriva dall’interno, è lì e cerca di dirvi sempre qualcosa.

È questo lo strumento giusto per vivere una vita piena: iniziare ad ascoltarci, amarci.

Video e Audio produzione di “Armonia Eventi”
Vuoi collaborare con Maria Teresa e Andrea? Puoi contattarli al numero: 3477544211

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La storia di Maria Teresa fa parte del progetto “Storie di ordinari successi” de “La Voce delle Donne dalla Terra al Cielo

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