Il Teatro oggi non è più un’esperienza relegata a pochi eletti, a chi esce da accademie prestigiose. Oggi tutti e tutte hanno la possibilità di fare Teatro, coltivando una passione che fa bene al corpo, all’anima e alla mente.

Il Teatro risponde alla necessità delle persone di “mettere in scena” situazioni e storie. Quando si recita, infatti, ci si mette nei panni di una pluralità di personaggi differenti, ognuno con la propria personalità, con determinati desideri e paure, con sogni da realizzare e obiettivi da raggiungere. Quando si fa Teatro ci si ritrova a dover raccontare tantissime storie. E a volte, tra tutte queste storie, spesso si riesce a ricostruire la propria.

Tra i molteplici benefici che può portare il Teatro, infatti, c’è la socializzazione, la stimolazione della creatività e dell’empatia, l’aumento dell’autostima, un grande arricchimento del linguaggio e un’ampliamento dei propri orizzonti, delle prospettive.

Ed è per questo, e per altri mille motivi, che il Teatro è un strumento prezioso: sul piano personale, sociale e culturale, attraverso l’espressione artistica di esperienze, di pensieri e soprattutto di emozioni. Inoltre può farsi strumento di prevenzione, di cura, anche di formazione o educativo.

Il Teatro Sociale e di Comunità

  • Il Teatro ti cambia?

Lo abbiamo chiesto a Manuela Frontoni, regista, drammaturga e fondatrice di MetaArte. Manuela in un’intervista con Nadia Ferraresi, formatrice e career coach, ha raccontato le sue esperienze, di come il Teatro abbia cambiato la sua vita, “perché ha modificato la percezione del mondo. Il Teatro cambia le persone” spiega.

“Oggi sono regista e pedagoga dell’ensemble teatrale di MetaArte, con il quale ho messo in scena spettacoli di strada e di sala. Tengo laboratori di teatro per giovani, nelle scuole e in contesti di disagio o fragilità sociale.

Per un certo periodo ho lavorato in azienda, ma non ero felice. Così ho deciso di cambiare vita e dedicarmi al Teatro. Dal 2013 ho aperto questa associazione “MetaArte arte e cultura”, con cui organizzo diverse cose in ambito teatrale e musicale.

Quando ho iniziato a fare Teatro ero una spettatrice assidua. Essere una spettatrice ‘attiva’ ha cambiato il mio modo di vedere il Teatro. Per la prima volta ho pensato ‘forse questo può diventare il mio mestiere’.

Uno spettacolo che ti cambia la vita è uno spettacolo che ti ricordi per la vita.

Paradossalmente il Teatro ti aiuta a indossare delle maschere, che dovrebbero darti la forza, l’energia e il carattere di quel personaggio. Ma è anche vero che sei libera di agire come quel personaggio, quindi puoi far parlare lui o lei. È un po’ come se ti discostassi dalla tua persona, magari riuscendo a far emergere la tua natura, ciò che senti veramente.

Si può utilizzare quel personaggio per dire qualcosa di te. È un paradosso perché ti esponi con una maschera che ti protegge, ma allo stesso tempo puoi dire molte cose di te. Questo è un mezzo molto potente.

Lo sto vedendo anche nel laboratorio con le donne che sto facendo adesso. Alcune di loro sono giovanissime e molto timide. È molto interessante vedere come questa timidezza giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, viene ‘intaccata’ dal Teatro. Così arrivo ad assistere a delle improvvisazioni teatrali da queste ragazze che all’inizio non avrei mai creduto possibile.”

Il Teatro Sociale e di Comunità parte dalle persone, non da uno spettacolo, né dagli obiettivi.

A volte lavora con situazioni di disagio e agisce nella comunità. Si parte dalla persona, l’importante non è il risultato estetico che si acquisisce alla fine di un percorso, ma quello che cambia nelle persone durante il cammino.

E i mutamenti si vedono, uno dei corsi che seguo è indirizzato ai diversamente abili. Lì ci sono molte persone autistiche, li ho visti cambiare radicalmente: all’inizio non riuscivano a sopportare il contatto, la vicinanza e la prossimità. Con il tempo poi hanno iniziato ad avvicinarsi alle altre persone e a migliorare anche la relazione con gli altri.

  • Siamo sempre nell’ambito delle diversità, di indentificare ciò che è diverso. Secondo te qual è la trasformazione delle persone che avviene durante i laboratori di Teatro Sociale di Comunità? Cosa vedi in loro? Cosa emerge? Cosa ti fa dire che alla fine la diversità è solo un’etichetta?”

“Nei laboratori per i diversamente abili, dove ci sono molti affetti da autismo, a volte durante le prove alcuni sembrano più assenti degli altri, meno attenti, meno partecipi. Quando poi arrivano allo spettacolo danno il meglio di loro, diventando i protagonisti della scena, improvvisano, inventano delle scene che non c’erano nello spettacolo. Ed è meraviglioso.

Devi essere anche pronta ad affrontare i cambiamenti, perché magari hai strutturato uno spettacolo e il giorno della messa in scena succede tutt’altro. Questo è molto bello, perché vedi la persona che esce dal proprio guscio e riesce ad esprimersi.”

  • Credo che la diversità non sia quello che ci viene descritto. Forse è il mondo che non accoglie le varie sfumature delle persone.

Ci sono compartimenti stagni, come il fatto che bisogna produrre, che bisogna essere efficienti e efficaci, sempre sul pezzo. Poi ci sono delle persone che hanno delle fragilità che non permettono questo, però hanno altre qualità, se si trova il modo di farli esprimere si scopre invece che il loro mondo interiore è molto vario e ricco.

  • Se fossimo in un paese dove invece di misurare il PIL (Il Prodotto Interno Lordo) si misurasse la “Felicità Interna Lorda” molto probabilmente non si parlerebbe di diversità, di disabilità e così via. Si parlerebbe di colori diversi delle persone, di sfumature e possibilità diverse. Non sarebbe strano vedere una persona che etichettiamo come “affetta da autismo” fare del grande Teatro.

L’esperienza con le donne

“Con MetaArte facciamo diversi laboratori e workshop, tra cui uno con le donne che sto facendo recentemente e mi da molte soddisfazioni. È molto bello essere tra donne e fare Teatro insieme.

Ricordo una delle esperienze più belle, ma anche difficili che io abbia mai fatto: un laboratorio con vittime di tratta. Queste donne non si fidavano di nessuno e non si fidavano nemmeno di me, donna bianca, giovane e senza figli. Per loro essere madri era una prerogativa importante, questo creava molta diffidenza. Il fatto che avessi detto esplicitamente “io non voglio figli” aveva creato ancora più diffidenza, perché per loro era una cosa impensabile.

Poi un giorno è successa una cosa: ho portato una storia che parlava di sogni. Da lì loro hanno cambiato atteggiamento, perché hanno capito che potevano parlare attraverso il Teatro dei loro sogni, delle loro aspettative e potevano anche esprimere le loro proteste.

Per loro è diventato un mezzo di espressione, che è la natura stessa del Teatro.”

Manuela Frontoni è parte di un progetto progetto speciale: La Voce delle Donne dalla Terra al Cielo.

Vogliamo creare una comunità di donne in cui ognuna sia protagonista del proprio progetto personale.

È la comunità de “La Voce delle Donne dalla Terra al Cielo“, che dopo un anno si sta preparando alla 3a edizione, nonché il secondo incontro in presenza.

Se vuoi unirti a noi ti aspettiamo ai nostri appuntamenti gratuiti: 26 agosto al Parco degli Alpini (Padova) o 31 agosto al Parco della Musica (Padova) ma soprattutto ai due giorni intensi e speciali della 3a edizione11 e il 12 settembre a Villa Todesco (Villa del Conte, PD). Sono incontri mirati alla conoscenza e consapevolezza di sé, sotto la guida di donne come Manuela: specialiste del corpo, della mente e dello spirito.

Tutto questo unito a momenti di confronto e convivialità.

Nel frattempo ti presentiamo il workshop di Teatro che Manuela sta preparando per questa occasione.

Il Teatro come scoperta di sé – 12 settembre 2021

Voce e corpo di donna

Laboratorio pratico di teatro fisico, in cui si esploreranno le capacità del corpo e della voce di ciascuna.

Si faranno giochi di improvvisazione, giochi di relazione con lo spazio e le altre partecipanti.

La scopo di questo workshop è intessere una sorta di intelligenza del corpo e della voce, in cui il corpo agisce come traduzione di suggestioni e stimoli.

PER CHI È QUESTO WORKSHOP?

  • Per donne di tutte le età.
  • Non è necessaria una esperienza pregressa.
  • Basta portare abiti comodi e larghi, insieme alla voglia di mettersi in gioco.

COSA IMPARI SE PARTECIPI?

  • Se sei una persona timida, il laboratorio ti aiuterà a migliorare le tue capacità relazionali, a partire dalle altre partecipanti
  • Potrai scoprire le capacità del tuo corpo e della tua voce, come il corpo traduca le suggestioni e gli stimoli creativi in azioni pregne di significato.

Clicca qui per scoprire il sito web di “MetaArte”

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Vuoi entrare a far parte di questa comunità in cammino verso il cambiamento?

Abbiamo bisogno anche di te, per riscoprirci e insieme costruire un mondo migliore.

Mettiti alla prova. Scopri e coltiva i tuoi talenti!

L’evento è inclusivo, mira all’accoglienza, alla partecipazione, alla cooperazione e alla condivisione.

Vogliamo aiutarci ed aiutare ogni persona ad esprimersi al meglio, a vivere in armonia con sé, con gli altri e con il mondo che ci circonda.

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